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Le nostre piante

CERRO ( quercus cerris L.)

Quercus Cerris L.
CARATTERISTICHE BOTANICHE Caducifoglia raggiunge altezze fino a 30/35 mt. Il tro …

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LECCIO ( quercus ilex L.)

Quercus Ilex L.
CARATTERISTICHE BOTANICHE Quercia sempreverde che può raggiungere i 20/25 …

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CARPINO NERO (ostrya carpinifolia scop.)

Ostrya Carpinifolia Scop.
CARATTERISTICHE  BOTANICHE Caducifoglie di medie dimensioni che difficilmen …

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ROVERELLA (quercus pubescens Wild.)

Quercus Pubescens Willd.
  CARATTERISTICHE BOTANICHE Caducifoglia può raggiungere altezze di …

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NOCCIOLO (corylus avellana L.)

Corylus Avellana L.
CARATTERISCHE BOTANICHE Caducifoglia con portamento cespuglioso, che in coltura …

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PINO DOMESTICO (pinus pinea L.)

Pinus Pinea L.
CARATTERISTICHE  BOTANICHE Conifera ombrelliforme sempreverde che raggiunge …

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FARNIA (quercus robur L.)

Quercus Robur L.
CARATTERISTICHE  BOTANICHE Caducifoglia, raggiunge notevoli dimensioni di a …

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IL TARTUFO

Le Catteristiche principali del Tartufo

I Tartufi sono organismi che vengono classificati nel “ regno dei funghi”. I Funghi sono privi di clorofilla e non riescono a sintetizzare le sostanze organiche quali zucchero, amido e cellulosa in quanto non possono effettuare il processo della fotosintesi clorofilliana .

Sono quindi definiti eterotrofi poiché per assimilare queste sostanze hanno bisogno di altri organismi animali o vegetali come le piante nel caso del tartufo.

Le piante sono invece organismi autotrofi cioè in grado di produrre tutti i nutrienti. I funghi si suddividono in tre gruppi:

  • Parassiti: assimilano sostanze organiche da organismi animali o vegetali     viventi.
  • Saprofiti: assimilano sostanze organiche da organismi animali o vegetali  morti  o già in fase di decomposizione.
  • Simbionti: che convivono con organismi viventi scambiandosi sostanze      nutrienti e traendo benefici entrambi.

Appartengono a quest’ultimo gruppo i tartufi, i quali instaurano la simbiosi con le piante Forestali a livello radicale attraverso le micorrize sono dunque il punto di unione di scambio tra il fungo e la pianta e possono essere di tre tipi: Endomicorrize, Ectoendomicorrize e Ectomicorrize come nel caso del tartufo dove le ife del fungo penetrano tra le cellule delle radici.

Le micorrize del tartufo si formano dopo che nel terreno alcuni carpofori marciscono e si decompongono o vengono mangiati da animali che a sua volta contribuiscono alla disseminazione delle spore nell’ambiente. Una volta che le spore arrivano a contatto con le radici di una pianta simbionte germinano e danno origine ad un micelio in grado di contrarre la simbiosi a livello radicale con quest’ultima.

Le spore si trovano numerosissime all’interno del tartufo e più specificatamente nella gleba, racchiuse all’interno di aschi e da qui chiamate ascospore, infatti il tartufo è una tuberacea appartenente alla classe degli ascomiceti. Le spore costituiscono anche un elemento fondamentale per il riconoscimento delle varie specie di Tuber, in quanto diverse fra loro all’interno dell’asco per colore, forma e dimensione.

L’intero ciclo del tartufo si svolge tutto nel sottosuolo ed è per questo un fungo ipogeo a differenza di altri funghi che fruttificano fuori suolo definiti epigei come ad es. il porcino (Boletus Edulis). Il fungo una volta instaurata la simbiosi ha bisogno per fruttificare di tutta una serie di fattori che vanno dall’età della pianta alle condizioni pedoclimatiche.


Le specie di tartufo commerciali

Tartufo bianco pregiato (tuber magnatum pico.)

Forma: Rotondeggiante, irregolare , più o meno globosa, allungata o appiattita. Dimensione: Molto variabile da pochi grammi, fino in casi eccezionali oltre i 500 grammi.

Peridio: Liscio e chiaro, di colore ocra pallido, giallastro, talvolta con sfumature verdognole e macchie brunastre.

Gleba: Colore dal marrone al nocciola chiaro, con numerose venature chiare e molto fini.

Spore: Alveolate, arrotondate, ovoidali, largamente reticolate e riunite da 1 a 4 negli aschi.

Profumo: E’ il tartufo più apprezzato per la sua rarità e per il suo aroma intenso assai gradevole.

Maturazione: Da Settembre a fine Dicembre.

Habitat: Predilige i terreni umidi e freschi dei fondovalle, lungo i corsi d’acqua, nei boschi e ai suoi margini e nelle scarpate.

Areale di diffusione: In natura in Italia è compreso principalmente in tre zone diverse; colline del Piemonte, nella zona Padana e l’Appenino Centrale in quanto ad oggi pur essendo il tartufo più pregiato non si riesce ancora a coltivare.

Tartufo nero pregiato (tuber melanosporum vitt.)

Forma: Rotondeggiante, più o meno globosa a volte irregolare.

Dimensione: Varia da una nocciola a una grossa mela e talvolta può superare 500/600 grammi.

Peridio: Verrucoso formato da piccole verruche poligonali con sommità depressa di colore nero-brunastro o nero –rossastro.

Gleba: Di colore nero – violaceo, nero-rossastro, solcata da fitte e ben definite sottili venature biancastre.

Spore: Aculeate, ovoidali di colore bruno , in numero variabile da 2 a 6 per asco.

Profumo: Molto delicato e gradevole.

Habitat: Predilige terreni umidi, molto calcarei, a reazione alcalina con Ph compreso tra 7,5 e 8,4 , con presenza di scheletro (roccia,ciotoli e ghiaia) assolati, privi di ristagni idrici, ben areati caratterizzati da condizioni fisiche stabili.

Maturazione: Dalla metà di Novembre a metà di Marzo.

Tartufo Scorzone ( tuber aestivum vitt.)

Forma: Ovale, irregolare e tondeggiante

Dimensione: Mediamente piuttosto elevate ma variabili da un uovo a quelle di un’arancia, in casi eccezionali anche superiori.

Peridio: di colore bruno-nerastro, con grandi verruche, larghe 3-11mm., alte 1,5-4mm. piramidali, leggermente striate trasversalmente, screpolate da formare la caratteristica scorza dura da cui prende volgarmente il suo nome (Scorzone).

Gleba: a grana grossa di colore prima biancastra poi a maturazione appare nocciola –scuro, solcata da numerose venature ramificate bianche.

Spore: rotondeggianti, o ovali di colore giallastro, in numero variabile da 1 a 6 per asco.

Profumo: Debole e delicato.

Habitat: Tollera i terreni argillosi con sostanza organica elevata, crescendo generalmente In superficie o in terreni poco profondi, prediligendo l’esposizione a mezzogiorno, dal punto di vista climatico si adatta sia al clima mediterraneo che a quello continentale, sopportando molto bene le basse temperature.

Maturazione: Da Maggio a Settembre.

Tartufo Bianchetto o Marzuolo ( tuber borchii. vitt. / tuber albidum pico)

Forma: Globosa a volte anche appiattita , irregolare .

Dimensione: Va da un pisello a quelle di una pallina da tennis.

Peridio: Liscio dal colore variabile giallo- pallido , grigio-pallido, ocraceo con chiazze rosso-bruno con una leggera peluria che scompare a maturazione.

Gleba: Si presenta di colore bianchiccio quando acerba mentre a maturazione violaceo-bruno con grossolane venature molto ramificate rosso-bruno.

Spore: Arrotondate e reticolate a piccole maglie di colore giallo-bruno si trovano all’interno degli aschi in numero da 1 a 4.

Profumo: Forte e agliaceo.

Habitat: Predilige i terreni sciolti e sabbiosi come quelli delle pinete costiere dove può raggiungere anche notevoli dimensioni m a anche quelli ,calcarei-argillosi delle colline. Inoltre lo si ritrova anche in terreni a reazione leggermente acida ad alcalina( Ph. 6,5 / 8,2), dal livello del mare fino ai 1.000 metri di quota.

Maturazione: Da Gennaio a d Aprile.

Tartufo Moscato (tuber brumale var. moscatum de ferry)

Forma: Rotondeggiante e più o meno irregolare.

Dimensione: Da una nocciola ad un mandarino.

Peridio: Verruche piccole e appiattite di colore nero.

Gleba: Di colore scuro e grigiastra con venature larghe e ben evidenti di colore bianco.

Spore: Aculeate di colore marrone-chiaro, in numero variabile spesso 5 per asco.

Profumo: Intenso profumo di muschio dal sapore gradevole.

Habitat: E’ un tartufo senza particolari esigenze che si adatta a diversi suoli ed ambienti purchè privi di ristagni idrici, che vanno dalla pianura alla fascia intorno ai 1.000 metri di altitudine.

Maturazione: Da Novembre a Marzo.

Tartufo nero invernale (tuber brumale vitt.)

Forma: Rotondeggiante e globosa.

Dimensione: Da quelle di una nocciola a un’arancia.

Peridio: Nero ferruginoso con sfumature rossastre con piccole verruche appiattite.

Gleba: Di colore grigio- bruna solcata da larghe vene bianche.

Spore: Aculeate di colore ocra, in numero variabile da 3 a 6 per asco.

Profumo: Emana un debole profumo.

Habitat: E’ un tartufo senza particolari esigenze che si adatta a diversi suoli ed ambienti purchè privi di ristagni idrici, che vanno dalla collina sino intorno ai 1.000 metri di altitudine, spesso nelle stesse aree di raccolta del Tuber Melanosporum.

Maturazione: Da Gennaio a Marzo.

Tartufo nero (tuber uncinatum chatin)

Forma: Ovale e rotondeggiante.

Dimensioni: Leggermente inferiori al Tuber Aestivum.

Periodo: Verrucoso di colore nero con verruche poco sviluppate .

Gleba: Dal colore nocciola scuro al cioccolato con numerose venature ramificate chiare.

Spore: Ampiamente alveolate, con reticolo ben evidente , riunite in asco fino a 5 e presentano papille lunghe e ricurve ad uncino.

Profumo: Gradevole e delicato.

Habitat: Predilige terreni argillosi-calcarei, strutturati ben areati e drenati, umidi e poco assolati, ma può anche svilupparsi in suoli più compatti ma purchè privi di ristagni idrici prolungati. Preferisce temperature costanti, non tollerando le forti escursioni termiche stagionali.

Maturazione: Da Ottobre a Dicembre.

Tartufo nero liscio (tuber macrosporum vitt.)

Forma: Globosa e irregolare.

Dimensione: Variabile da quelle di una nocciola a quelle di un’ arancia.

Peridio: Minutamente verrucoso con verruche poligonali più piccole e schiacciate di colore nero.

Gleba: Di colore bruno- porpureo, percorsa da numerose e fini venature biancastre.

Spore: Ellittiche irregolarmente reticolate e alveolate , riunite in aschi peduncolati in numero da 1 a 3 di colore bruno-scuro. Profumo: Odore forte e agliaceo.

Habitat: Vive negli stessi ambienti e con le stesse specie di piante simbionti ove si raccoglie il Tuber Magnatum.

Maturazione: Da Settembre a Dicembre.

Tartufo nero ordinario (tuber mesentericum vitt.)

Forma: Sferica, globosa, caratterizzati più o meno da ampia incavatura basale.

Dimensione: Da una nocciola ad un uovo di gallina.

Peridio: A verruche ampie, acute oppure piane all’apice di colore nero.

Gleba: Di colore grigio-bruna ed è solcata da numerose venature ondulate biancastre.

Spore: Alveolate di colore ocraceo, contenute negli aschi in numero da 1 a 5.

Profumo: L’odore molto forte non lo rende per nulla pregiato in quanto assomiglia al catrame.

Habitat: Predilige i terreni calcarei, a Ph neutro o sub-alcalino , tollerando un habitat Più vario rispetto al Tuber Melanosporum. Si ritrova a quote alche elevate fino ai 1.300 metri.

Maturazione: Da Settembre a Gennaio.